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Porta Pia/2

Piccolo pensiero di un intelletuale comunista della prima metà del ‘900 su Porta Pia:


"..Porta Pia non fu che un meschino episodio, militarmente e politicamente. Militarmente non fu che una grottesca scaramuccia. Fu veramente degna delle tradizioni militari italiane. Porta Pia rassomiglia - in piccolo- a Vittorio Veneto. Porta Pia fu la piccola , facile vittoria dell’aggressore enormemente superiore all’avversario inerme, come Vittorio Veneto fu facile vittoria contro un avversario che - militarmente- non esisteva più. Politicamente Porta Pia fu semplicemente l’ultimo episodio della costruzione violenta ed artificiale del Regno d’Italia. Tutto il resto è chincaglieria retorica. Le belle frasi Terza Roma sono completamente vuote di senso.

Roma è città imperiale e città papale: in ciò sta la sua grandezza universale. La “Terza Roma” non è che una sporca città di provincia, un sordido nido di travetti, di albergatori, di bagascie e di parassiti. Mentre le due fasi della storia di Roma,

l’imperiale e la papale, hanno lasciato traccia immortale, la breve parentesi dell’occupazione sabauda lascia, unica traccia di sé, il Palazzo di Giustizia, statue di gesso e grottesche imitazioni decorative: nato tra lo scandalo dei fornitori ladri e dei deputati patrioti corrotti, esso è degno di albergare la decadenza giuridica della società contemporanea. Per questo la questione romana non è risolta. Non potevano risolverla le cannonate del re di Savoia. La violenza militarista non può risolvere i problemi internazionali. E la questione romana è un problema internazionale...”


( Antonio Gramsci. L’Ordine Nuovo, Rassegna Settimanale di Cultura Socialista, 2 Ottobre 1920)


Porta Pia


Tra due giorni ci sarà l'anniversario dei "fatti di Porta Pia" e per festaggiare degnamente, come si conviene per un'occasione importante come questa, si è pensato di organizzare un piccolo incontro-convegno per celebrare " la nuova Europa ispirata a grandi valori laici, democratici, liberali, moderni."

Chi è amante della libertà e della democrazia non potra lasciarsi sfuggire l'evento.


"Roma, 20 settembre 1870: data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità". L'invito di Marco Pannella ed Emma Bonino al convegno di Londra


Caro, cara,

siamo lieti di invitarla ad assistere (partecipare ?) al Convegno sul tema:

“Roma 20 settembre 1870, data epocale del mondo
contemporaneo? Eredità e attualità”

che si terrà VENERDÌ 19 DALLE 15 ALLE 19 nella sede di rappresentanza del Parlamento Europeo a Londra, 2 Queen Anne’s Gate London SW1H 9AA, proseguendo SABATO 20 SETTEMBRE, DALLE 9 ALLE 19, in quella dell’Istituto Italiano di Cultura, 39 Belgrave Square London SW1X 8NX, entrambe gentilmente concesseci. La preghiamo di risponderci per poter prevedere la sua presenza, il suo arrivo e assegnarLe il suo posto alla riunione.

Celebreremo così con i lavori che svolgeranno venti storici e accademici di sicuro prestigio (britannici, italiani, francesi, ungheresi, belga), il 138esimo anniversario della conquista di Roma all’Unità Italiana, la scomparsa degli Stati Pontifici, la nuova Europa ispirata a grandi valori laici, democratici, liberali, moderni.

Ma perché qui, a Londra?

Perché non più solamente alla breccia di Porta Pia, a Roma?

Già sappiamo che, per le generazioni che hanno vissuto lo scorso secolo, “la Voce di Londra” è stata la voce della libertà e delle liberazioni per i popoli oppressi e quelli minacciati dalle feroci dittature nazifasciste, comuniste, militariste.

Celebreremo quindi anche la splendida Londra di allora, quella che accolse, protesse, unì per decenni cruciali, molti degli eroi e degli autori dei Risorgimenti liberali continentali. La Londra che impresse, fra l’altro, con la politica laica dei Gladstone, le religiosità forti dei Lord Acton, del Cardinale Newman in forte consonanza con i cattolici liberali e/o Rosminiani italiani, specie con Manzoni, la difesa della libertà di ricerca, morale, civile, scientifica, religiosa.


Continua..

UTOPIA


Molte volte ho provato a dire alla tortuga che le sue idee fantastiche si potrebbero avverare solo in un NON LUOGO, in un luogo che non è qui, e forse non esiste da nessuna parte; La tua, cara tortuga, è un’ utopia!


VENTANA SOBRE LA UTOPIA


Ella està en el horizonte - dice Fernando Birri – Me acerco dos pasos, ella eleja dos pasos. Camino diez pasos y el horizonte se corre diez pasos mas allà. Por mucho que yo camine, nunca, nunca la alcalzarè.

¿Para que sirve la Utopia? Para eso sirve: para caminar.


(Eduardo Galeano)



Una proposta


La tortuga si sa è un essere alquanto strano, sopratutto da frequentare, ha idee strampalate non ultima quello riguardande l’organizzazione politica della società, infatti risulta essere un pessimo sostenitore della via democratica, non si rende conto che può essere considerato la miglior forma di governo che si possa avere. Ma del resto ognuno la pensa come vuole, c’è chi la vuole in un modo chi un’altro.... si pensi che ci sono pure persone che vorrebero abolire lo stato, roba da matti... ( chissà il nostro tostoino..)

Daltronde che cos’è che è veramente importante se non la libertà?


Max Nettlau - Una idea dimenticata del 1860

(1909)


Da tempo mi affascina l’idea di come sarebbe bello se finalmente, nell’opinione comune sul succedersi delle istituzioni politiche e sociali, la fatale espressione uno dopo l’altro fosse sostituita con quell’altra molto semplice e chiara uno affianco all’altro.

“Abbasso lo Stato!” - “Solo sulle macerie dello Stato ...” esprimono emozioni e desideri di molti ma solo l’affermazione meno passionale Separazione dallo Stato (vedi il numero 2 della rivista “Sozialist”) può trovare concreta realizzazione.

Quando appare una nuova intuizione scientifica, coloro che la condividono vanno avanti sulla nuova strada, senza cercare di persuadere i vecchi professori che non vogliono o possono seguire, né forzarli ad accettare le nuove idee, o eliminarli. Costoro, se il nuovo metodo è valido, rimangono indietro, si atrofizzano e rinsecchiscono. Purtroppo, in molti casi, la cattiveria e la stupidità possono generare molti ostacoli alla nuova idea; perciò, per giungere alla tolleranza reciproca bisogna combattere dure lotte, fino a quando essa non sarà attuata. Solo allora ogni cosa procede in maniera automatica, la scienza fiorisce e prospera, in quanto la condizione necessaria per qualsiasi progresso, vale a dire la libertà di sperimentare e fare ricerca, è stata realizzata.

In nessun caso si dovrebbe tentare di “porre ogni cosa sotto un unico controllo.” Persino lo stato non è riuscito in questo intento. I socialisti e gli anarchici si sono svincolati dal suo potere. E anche noi antistatisti non avremo alcuna possibilità di successo in un tentativo simile, perché le persone che sono a favore dello stato esistono sempre. Dovremmo peraltro essere soddisfatti di non dover trascinare nella nostra società libera un sostenitore dello stato incallito nella sua idea.

Il problema che ci si pone di frequente, e cioè quale comportamento si dovrebbe tenere nei confronti dei reazionari che sono refrattari alla libertà, sarebbe quindi risolto in maniera molto semplice: si tengano pure il loro Stato per tutto il tempo che vogliono, per noi non ha più alcuna importanza. Lo Stato avrebbe per noi lo stesso significato e potere che avrebbero le idee strambe di una setta religiosa a cui nessuno presta attenzione. Questo si verificherà prima o poi: la libertà si fa strada dappertutto.

Una volta, mentre eravamo in battello sul lago di Como, un’insegnante di Milano salì con una scolaresca numerosa. Ella voleva che tutti gli alunni stessero seduti, per cui passava da un gruppo all’altro ordinando loro di sedersi. Ma, non appena si voltava da un’altra parte, quasi tutti si alzavano di nuovo, e ogniqualvolta ella riteneva di averli tutti sotto controllo e di avere esaurito il suo compito, li trovava di nuovo in piedi e in movimento, in maniera disordinata come all’inizio. Invece di arrabbiarsi spazientita, la giovane donna rise della situazione e lasciò i ragazzi in pace. A quel punto la maggior parte di essi si sedette di propria iniziativa.

Questo è solo un esempio banale di come le cose lasciate a sé stesse, spesso si risolvono nel modo migliore.

Per cui, ancor prima che l’idea della tolleranza reciproca si faccia strada nelle vicende politiche e in quelle sociali, noi non potremmo far di meglio che prepararci ad applicarla nella nostra vita quotidiana e nel nostro modo di pensare. Invece, quante volte agiamo in maniera opposta alla tolleranza?

Queste parole intendono mostrare quanto io sia attratto da questa idea e voglio comunicare ad altri il mio entusiasmo nell’aver scoperto uno scritto dimenticato di un precursore di questa idea della tolleranza, una idea di cui non si parla molto nella nostra letteratura anarchica, da molti avversata.

Mi riferisco all’articolo Panarchia di P.E. De Puydt apparso nella Revue Trimestrielle (Bruxelles), Luglio 1860, pagine 222-245. L’autore, che mi era del tutto ignoto e di cui non mi sono curato di saperne di più per non guastare la stima che ho delle sue idee, è estraneo ai movimenti sociali. Nonostante ciò egli ha una visione chiara e lucida di quanto l’attuale sistema politico, in base al quale tutti devono sottomettersi ad un governo costituito sulle decisioni di una maggioranza, cozzi contro le esigenze di base della libertà. Pur senza identificarmi con le sue proposte immediate, o pretendendo di presentarle in maniera compiuta, desidero riassumere le sue idee e citare alcuni passaggi.

Il lettore si sentirà più prossimo a queste idee se sostituirà nella sua mente la parola “governo” che il nostro autore usa di continuo, con l’espressione “organizzazione sociale” soprattutto tenendo conto del fatto che egli invoca la coesistenza di tutte le forme di governo fino ad includere anche “l’An-archia del Signor Proudhon”, ognuna applicata ai suoi effettivi sostenitori.

L’autore dichiara di essere a favore degli insegnamenti di politica economica che sostengono il laissez-faire, laissez passer (la Scuola di Manchester della libera concorrenza senza intromissione dello Stato). Non esistono mezze verità. Da ciò egli ne deriva che la regola della libera concorrenza, laissez-faire, laissez passer, non si applica solo alle relazioni industriali e commerciali ma dovrebbe essere introdotta anche nella sfera politica.

Alcuni affermano che vi è troppa libertà, altri che non ve ne è abbastanza. In realtà, quella che manca è la libertà fondamentale, proprio quella di cui ognuno ha bisogno: la libertà di voler essere o non essere liberi. Ognuno decide al riguardo in maniera personale e dal momento che vi sono tante opinioni quanti sono gli esseri umani, quello che ne risulta è la confusione nota sotto il nome di politica. La libertà degli uni è la negazione della libertà degli altri. Anche il migliore governo possibile non rispecchia mai la volontà di tutti. Esistono vincitori e vinti, oppressori in nome delle leggi vigenti e ribelli in nome della libertà.

Intendo io proporre il mio personale sistema? Niente affatto! Io sono a favore di tutti i sistemi, vale a dire di tutte le forme di governo che trovano seguaci. Ogni sistema è come un blocco di appartamenti in cui il proprietario e i maggiori locatari godono dei locali migliori e si sentono a loro agio. Gli altri, per i quali non vi è spazio sufficiente, sono scontenti. Io odio i violenti che vogliono distruggere così come odio i tiranni che vogliono imporre. Coloro che sono insoddisfatti dovrebbero andare per la loro strada, ma senza distruggere l’edificio; quello che a loro non piace, potrebbe andar bene ai loro vicini.

Dovrebbero allora emigrare? Cercare in qualche parte del vasto mondo un altro governo? Niente affatto. Le persone non devono essere gettate da un luogo all'altro in base alle loro opinioni. “Io desidero che si continui a vivere assieme, lì dove si è o anche altrove, se lo si vuole, ma senza lotte, fraternamente, rimanendo ognuno libero di esprimere le proprie idee e soggetto solo a quei poteri che egli ha direttamente eletto o accettato”.

Ritorniamo in argomento. “Nulla si sviluppa e dura se non è basato sulla libertà. Nulla di ciò che esiste perdura e funziona con successo tranne che attraverso il libero gioco di tutte le sue componenti. Altrimenti c’è perdita di energia attraverso continue frizioni, rapida usura degli ingranaggi, ripetute rotture e incidenti. Perciò io chiedo che singolarmente tutti i componenti della società umana dispongano della libertà di associarsi con altri secondo la loro scelta e affinità, operando solo in armonia con le loro capacità; in altre parole, godendo dell’assoluto diritto di scegliere la società politica nella quale essi vogliono vivere e dipendendo solo da essa”.

Oggi un repubblicano cerca di abbattere lo Stato esistente per istituire il suo Stato ideale ed è combattuto in quanto nemico da tutti i monarchici e da coloro che non condividono quell’idea. Secondo la concezione del nostro autore invece, si dovrebbe procedere in una maniera simile a come si fa per la separazione legale o per il divorzio nelle relazioni familiari. Egli avanza una simile possibilità di dissociazione anche nel campo politico, una scelta che non danneggerebbe alcuno. Ci si vuole separare politicamente? Nulla di più semplice che andare per la propria strada, ma senza calpestare i diritti e le opinioni di altri che, dal canto loro, dovrebbero solo fare un po’ di spazio lasciando a costoro la piena libertà di realizzare il proprio sistema.

In pratica sarebbe sufficiente disporre di un ufficio del registro. In ogni municipalità si aprirebbe un ufficio per l’appartenenza al governo politico degli individui. Le persone adulte si registrerebbero secondo le loro preferenze, nella lista della monarchia, della repubblica o di qualsiasi altro orientamento. Da questo momento in poi non si sarebbe più toccati dal sistema governativo degli altri.

Ogni sistema si organizza autonomamente, ha i suoi propri rappresentanti, leggi, giudici, tasse, senza preoccuparsi se vi sono due o dieci altre organizzazioni simili una accanto all’altra. Per quanto riguarda le dispute che dovessero sorgere tra questi organismi sarà sufficiente ricorrere a tribunali arbitrali come si fa tra persone amiche. Probabilmente vi saranno molte materie in comune tra tutti gli organismi, che potrebbero essere regolate tramite accordi reciproci come avviene, ad esempio, nelle relazioni tra i Cantoni Svizzeri o tra gli Stati Americani nell’ambito della loro federazione.

Potrebbero esserci individui che non vogliono far parte di alcun organismo. Essi possono diffondere le loro idee e cercare di aumentare il numero dei loro sostenitori fino a quando non abbiano raggiunto un livello necessario per gestire un bilancio, vale a dire per pagarsi una propria amministrazione che istituisca i servizi che essi richiedono. Fino a quel momento essi dovrebbero aggregarsi ad uno degli organismi di governo già esistenti. Questo per motivi essenzialmente finanziari.

La libertà deve essere così estesa che deve includere anche il diritto a non essere liberi. Quindi clericalismo e assolutismo per coloro che desiderino ciò. Vi sarà pertanto libera competizione tra sistemi governativi. I governi dovranno funzionare bene per assicurarsi simpatizzanti e utenti. Ognuno resta a casa sua, senza dover rinunciare a qualcosa che gli è caro. L’unico sforzo richiesto è una semplice dichiarazione presso l’ufficio politico del Comune e, senza nemmeno cambiarsi la vestaglia e le pantofole, si potrà passare dalla repubblica alla monarchia, dal parlamentarismo all’autocrazia, dall’oligarchia alla democrazia o persino all’an-archia del signor Proudhon, a discrezione personale.

“Sei insoddisfatto del tuo governo? Prendine un altro che ti vada bene” – senza rivolta o rivoluzione e senza alcun disordine – semplicemente recandoti all’ufficio del registro politico. I vecchi governi possono continuare ad esistere fino a quando la libertà di sperimentare, qui proposta, porterà al loro declino e caduta. Una sola cosa si richiede: la libertà di scegliere.

Libera scelta, concorrenza – questo sarà, un giorno, anche il motto del mondo politico. Non c’è il rischio che tutto ciò porti ad un caos indescrivibile? Ognuno dovrebbe solo richiamare alla memoria i tempi quando ci si scannava l’un l’altro nelle guerre di religione. Che cosa è avvenuto di quegli odi mortali? Il progresso dello spirito umano li ha spazzati via come fa il vento con le ultime foglie d’autunno. Le diverse religioni, nel cui nome si bruciavano e si torturavano le persone, ora coesistono pacificamente, l’una accanto all’altra. E soprattutto là dove parecchie fedi religiose convivono, ognuna di esse è più che mai interessata alla propria dignità e alla propria purezza. Ciò che è stato possibile in quella sfera, nonostante tutti gli ostacoli, non sarebbe ugualmente possibile nell’ambito politico? Al giorno d’oggi i governi esistono solo escludendo qualsiasi altro potere, ogni partito domina dopo aver sconfitto i suoi oppositori e la maggioranza opprime la minoranza; è quindi inevitabile che le minoranze e gli oppressi rumoreggino e intrighino e aspettino solo il momento adatto per la vendetta e per conquistare finalmente il potere. Ma quando ogni coercizione è abolita, quando ogni persona adulta ha, in ogni momento, una assoluta libertà di scelta per tutto ciò che lo concerne, allora qualsiasi sterile lotta diventerebbe impossibile.

Se i governi fossero sottomessi al principio della libera sperimentazione e alla libera concorrenza, essi si darebbero da fare per diventare migliori e più efficienti. Niente più distacco e altezzosità che nascondono solo il vuoto. Il loro successo consisterebbe esclusivamente nel fare meglio e a costo minore degli altri. Le energie attualmente perse in maneggi infruttuosi, in dissidi e resistenze, saranno indirizzate in maniera unitaria verso il fine di promuovere il progresso e la felicità degli esseri umani, in modi straordinari e non ancora esplorati.

All’obiezione che, dopo tutti questi esperimenti con governi di ogni tipo, si ritornerà alla fine ad un unico governo, quello migliore, l’autore fa notare che, anche se questo fosse il caso, tale accordo generale sarebbe stato raggiunto attraverso il libero gioco di tutte le energie. Ma ciò potrebbe avvenire solo in un futuro lontano, “quando la funzione di governo sarà ricondotta, per comune accordo, alla sua più semplice espressione”. Attualmente le persone hanno idee differenti e costumi così vari che solo una molteplicità di governi è possibile.

Una persona vuole una vita piena di esperienze eccitanti e di lotte, un’altra desidera la tranquillità, un’altra ancora ha bisogno di incoraggiamento e aiuto, una quarta, un tipo geniale, non tollera alcuna guida. Uno vorrebbe una repubblica fatta di sottomissione e rinunce, un altro desidera la monarchia assoluta con la sua pompa e il suo splendore. L’oratore vuole un parlamento, la persona silenziosa invece è contro tutto questo blaterare. Vi sono cervelli forti e menti deboli, persone ambiziose e gente semplice che si contenta di poco. Vi sono altrettanti caratteri quante sono le persone, altrettanti bisogni quante sono le differenti nature. Come si potrebbero soddisfare tutti con un’unica forma di governo? Le persone appagate saranno sempre una minoranza. Persino un governo perfetto troverebbe chi vi si oppone. Nel sistema proposto, invece, tutte le divergenze non sarebbero altro che bisticci domestici, con il divorzio quale rimedio estremo.

I governi sarebbero in concorrenza tra di loro e coloro che si associano ai governi sarebbero del tutto leali in quanto esisterebbe piena concordanza tra il governo scelto e le loro idee.

Come si potrebbero ripartire tutte queste persone? Io credo nel “potere sovrano della libertà di far sorgere la pace tra le persone”. Non posso certo prevedere il giorno e l’ora in cui questa armonia sorgerà. La mia idea è come un seme gettato al vento. Chi in passato avrebbe pensato all’avvento della libertà di coscienza e chi la metterebbe in discussione al giorno d’oggi? Per la realizzazione pratica dell’idea si potrebbe, ad esempio, fissare in un anno il periodo minimo di appartenenza ad una forma di governo. Ogni gruppo convoca i suoi membri ogni qualvolta ne abbia necessità, come fa una chiesa rispetto ai propri fedeli o una società per azioni nei confronti dei suoi azionisti. La coesistenza di vari governi porterà forse ad un flusso enorme di burocrati e ad un corrispondente spreco di energie? Questa obiezione è importante; ad ogni modo, quando un tale eccesso fosse avvertito, si troverebbe una soluzione. Solo gli organismi davvero efficienti sopravviverebbero, gli altri deperirebbero progressivamente per mancanza di sostenitori.

Le classi dirigenti e i partiti attualmente dominanti saranno favorevoli a tale proposta? Sarebbe nel loro interesse che lo fossero. Essi sarebbero meno forti potendo fare affidamento su un numero minore di aderenti, ma tutti i sostenitori volontari si piegherebbero completamente alla volontà dei governi. Non ci sarebbe bisogno di alcuna coercizione nei confronti dei soggetti, di nessun soldato, di nessun gendarme, di nessun poliziotto. Non ci sarebbero né congiure né usurpazioni. Ognuno e nessuno sarebbero legittimi. Potrebbe accadere che un governo andasse in liquidazione e, in una fase successiva, qualora riuscisse a trovare altri sostenitori, ritornerebbe sulla scena attraverso un semplice atto costitutivo, come avviene per una società per azioni. La piccola quota versata per la registrazione dovrebbe essere sufficiente per finanziare gli uffici di registro. Sarebbe un meccanismo così semplice che anche un bambino riuscirebbe a gestirlo, e nonostante la sua semplicità risponderebbe ai bisogni di tutti. È così semplice ed efficace che sono certo che nessuno vorrà saperne; l’essere umano essendo così com’è …

fonte

25 APRILE


Se volete potete anche cambiare il personaggio e la scritta della nazione..

Cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia.


introduzione



Ancora con questa storia.

La tortuga ha deciso di segnalare questo articolo come l' inizio della lunga discesa negli abissi...... ma che stai dicendo?


io non posso far altro che dissociarmi.


Panorami segreti della storia

"Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti; un gruppo un pò più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto". Così si espresse Nicholas Murray Butler. Giova ricordare chi era questo personaggio. Il Dr. Nicholas Murray Butler è stato presidente dell’Università di Columbia, presidente della Carnegie Endwment for International Peace, membro fondatore, presidente della Pilgrims Society e membro del Council on Foreign Relations (CFR) e capo del British Israel.

Taluni autori denunciano, sempre con maggiore insistenza, che è in atto una cospirazione superpolitica, "religiosa" o esoterica. I fili della storia, asseriscono questi studiosi, si tirano proprio nelle logge massoniche e nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle grandi banche. La Rivoluzione francese fu una congiura massonica, preparata da "società di pensiero" – uguali a quelle studiate da Augustin Cochin (1876-1916) – e da altri gruppi di pressione. La Rivoluzione bolscevica fu una congiura giudaico-massonica. Diversi storici sono convinti di questo. Il "Times" (10 marzo 1920) confermò il complotto: "Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall’alta finanza ebraica attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773".

Estrema importanza assume, sempre al riguardo della rivoluzione russa del febbraio del 1917, il fatto che, non affatto casualmente, il governo fosse costituito principalmente da massoni, tra questi risaltava Kerensky. E’ anche rivelatore il libro "Rossija nakanune revoljucii" di Grigorij Aronson, che fu pubblicato nel 1962 a New York e che riporta delle missive di E. D. Kuskova, moglie del massone Prokopovic, legato da grande amicizia al confratello Kerensky. In una di queste lettere, datata 15 novembre 1955, si legge: "Avevamo la ‘nostra’ gente dappertutto. (...). Fino a questo momento il segreto di questa organizzazione non è stato mai divulgato, eppure l’organizzazione era enorme. Al tempo della rivoluzione di febbraio tutta la Russia era coperta da una rete di logge".

L’iniziato Jean Marques-Rivière scrisse: "L’esoterismo, con la sua forza sul piano ideologico, guida il mondo". Il lato occulto della storia contemporanea è complesso e, oltremodo, variegato. Insospettabili VIP. del mondo che conta sono affiliati ad oscuri ordini esoterici. L’ex presidente Bush sarebbe stato iniziato, nel 1943, alla sètta "Skull and Bones" (Teschio e Ossa) dell’Università di Yale, fondata nel 1832. George Bush ha diretto anche la Cia. La Skull and Bones assieme a società come il Rhodes Trust, secondo l’autorevole rivista inglese "Economist" (25 dicembre 1992), sono la moderna risorgenza degli "Illuminati di Baviera" di Jean Adam Weisshaupt (1748-1830).

Anche suo padre Prescott sarebbe stato membro della sètta "Skull and Bones". Di essa farebbero parte le più potenti famiglie degli Stati Uniti (EIR Special report, American Leviathan, pag. 181). Tra queste vale la pena di menzionare "la famiglia Harriman, della Morgan Guaranty Trust, è Skull and Bones da generazioni. Petrolio: ci sono i Rockefeller, fra gli iniziati. Studi legali di grido. Poltrone alte della Cia…" (M. Blondet, Gli Adelphi della Dissoluzione. Strategie culturali del potere iniziatico, Edizioni Ares, Milano 1994, pag. 232).

E’ anche molto interessante venire a sapere che, secondo quanto scrive lo storico Antony C. Sutton in "America’s Secret Establishment" (liberty House Press. Bilings 1986, pagg. 207 e segg.), la "Skull and Bones" è collegata al movimento New Age e ad essa, asserisce ancora Sutton, non sono estranei aspetti satanisti. Marylin Ferguson nel suo libro "The Aquarian Conspiracy", una vera e propria Bibbia del movimento New Age, mette assieme Huxley con Teilhard de Chardin, Carl Gustav Jung, Maslow, Carl Rogers, Roberto Assagioli, Krishnamurti, ecc. tra i personaggi, che sono da considerare come padri spirituali del New Age. Aldous Huxley e suo fratello Julian, quest’ultimo fu il primo dirigente dell’ U.N.E.S.C.O., erano anche membri di importanti affiliazioni mondialiste, tra queste ricordo l’anglosassone Fabian Society.

continua

Discussione


Tutto parte da una discussione interna, ovvero da una discussione tra me e la tortuga qui presente

presente.

Si lo sanno che sei qui, non fare la spiritosa.

Dicevo, tutto è cominciato con una nostra discussione, iniziata con la solita tiritera delle elezioni,democrazia, governo nazionale, europeo fino ad arrivare, ebbene si, al governo mondiale.... Eh si, proprio governo mondiale.

Questo è la trascrizione del nastro della nostra discussione. lo registrata, per un unico preciso intento, quello di sburgiardare la tortuga e le sue farneticazioni.

Per facilitare la lettura, le idiozie scritte in verde sono della tortuga, le altre ovviamente le mie.


(nastro in posizione... via!) click.


....certo che penso che i governi mentano e che nei libri di scuola qualcosa viene omesso ma da qui a dire che esista un gruppo occulto di potere che spinge per un fantomatico ordine mondiale ce ne passa


A parte il fatto che non ho detto che ci sia un gruppo di potere occulto, ma vari gruppi, e che questi siano in qualche modo collegati tra loro...


In qualche modo?


Si in qualche modo, e non interrompermi grazie, dietro questi gruppi, ci sono sempre gli stessi nomi, che si ripetono...


Ma scusa se sono occulti e segreti come fai tu sapere certe cose? Rispondi a questa.


Di certo una ventina di anni fa, erano pochissimi a conoscenza di certe lobby o istutuzioni guidate da multimiliardari o intere famiglie finanziare in grado di pilotare a loro piacimento gli eventi mondiali, e ancora adesso molte persone non ne hanno mai sentito parlare, anzi pensano che siano tutte baggianate, compreso tu.


Va bene, lo ammetto mi viene abbastanza difficile credere che esista tutto ciò, comunque tu prima hai parlato di nomi, esempio?


Mha, che so, Binderberg, Cfr, Skull and bones, Club di roma, Massoni assortiti etc. senza dimenticare le grandi famiglie come i Rothschild, Rockefeller, i Morgan e così via. Ah dimenticavo anche l'Onu è una creazione di questa gentaglia.


Ecco qua, ora però l'hai sparata grossa, questa affermazione non la prendo minimamente in considerazione talmente è esagerata, quindi ti chiedo, qual'è lo scopo di questa gente, in altre parole che sarebbe questo nuovo ordine mondiale che stai blaterando?


C'è da dire che il tuo tono di voce mi piace poco, cerca di modificarlo. E non sono io che ne blatero, ma loro stessi in discorsi e documenti ufficiali. Nuovo ordine mondiale o NWO stà a significare un unico governo mondiale, unica oligarchia mondiale un solo popolo, una sola moneta, un solo esercito...


Se anche fosse, non mi sembra tanto male, un mondo senza divisioni, tutti insieme e uguali, un mondo unito multietnico


Ah non ti pare male? Peccato che il loro pezzo forte sia il controllo totale su tutto e la depopolazione, eh già mi ero dimenticato della loro idee di depopolamento, e poi chi # # # # (parte censurata nella trascrizione) sono? Chi gli ha mai eletti, si sono autoproclamati padroni del mondo venendo a influire sulla mia vita di misera tortuga, oltre che a quella di altri miliardi di esseri...


Ok calma calma. Supponiamo per un attimo che ti creda, ho detto supponiamo. Quelli che hai nominato prima sarebbero i responsabili?


Loro e altri, anche se a parer mio dietro questi ci sono personaggi davvero sconusciuti. Questi ci mettono la faccia i soldi e muovono i fili, ma probabilmente chi ha scritto la storia sono altri


Va bè dai mi hai stufato, ti sono stato a sentire anche troppo, comunque queste tue sparate mi divertono, magari ci ritorniamo sull'argomento


quando vuoi buffone.


Qui si chiude la converzazione, in realtà ci sono altri quattro minuti, ma sono pieni di insulti e non ci sembrava il caso.(per una volta siamo d'accordo.)

Almeno ho raggiunto il mio scopo, ho dimostrato che la tortuga ha il cervello in pappa.


finito..?


Grazie a dio le elezioni sono terminate, abbiamo il vincitore, tutti contenti. Più o meno.

La tortuga si aggirava per la casa semi-disperata urlando e strappandosi i capelli (in realtà non nè ha, ma se gli avesse avuti l'avrebbe fatto.) come in preda ad un incantesimo, maledicendo ogni oggetto che gli sbarrava il suo girovagare impazzito. La situazione stava diventando davvero preoccupante quindi ho preso coraggio e gli ho detto:

- su non fare così, lo si sapeva che avrebbe vinto lui, prima uno e poi l'altro, poi pensi che se avesse vinto Walter (siamo amici) le cose sarebbero diverse?

A queste parole l'incantesimo si è spezzato, si è fermata di colpo e lentamente si è girata verso di me, e con un filo di voce quasi impercettibile ha detto:

- l'80%! No, mi correggo, più dell'80%! Solo, e dico solo 3 punti prcentuali e quasi e mezzo in meno delle tornate elettorali precedenti! (i pochi minuti di speciale elezioni in televisione stavano incominciando a farsi sentire nel suo linguaggio.) Forse non ti rendi conto........perchèèèè?

Da lì si è capovolta e ha incominciato una trottola in delirio, nel suo folle giro su se stessa le uniche parole che ho potuto percepire sono state:

- maggrrraaaa connnsolazziioonneeeee.......fgfhrtohgrthllllll

Il chè non sò proprio cosa voglia dire.

In attesa che il nuovo capo (e suoi amici) s'insedino e che parta in Israele per farsi benedire( ahinoi),
non ci resta altro da fare che darci agli acquisti...