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Intermezzo tragicomico, detto anche intermezzo elettorale



Signori e signori (addirittura al plurale!) ci siamo. Finalmente il gran giorno è arrivato, sembrava non dovesse arrivare mai, ma invece eccoci qua. Di che parlo? Ma ovviamente delle elezioni regionali sarde, anzi sardissime, tanto da far gola quasi in maniera esagerata alle forze partitiche nazionali.

In questo ultimo periodo abbiamo assistito alla passerella di quasi tutti quelli che contano(?) nel paronama politico Itagliano, con i vari servitori e lingualunga al seguito, senza dimenticare (come potremmo) le immancabili forzedellordine (tuttoattaccato)che si divertivano, o meglio, facevano il loro dovere volteggiando nell’aire con mezzi detti elicotteri per controllare la situazione o se per caso potevano avere la fortuna di intravedere qualche residuo di bandito anni ’60 o ‘70.

Vedendo aimè per loro, solo cortei di operai chimici ed agricoltori, chimici pure loro. Naturalmente questi mezzi detti elicotteri producevano un suono molto caratteristico e semi-continuo, tanto da provocare una certa allergia e quasifastidio agli orecchie dei più sensibili.

Ma dicevo, finalmente le consultazioni popolari(?) si sono chiuse oggi alle 15 ora locale, l’odio e l’astio della appena trascorsa campagna elettorale lasceranno il posto (si spera entro domani, ma ne siamo quasi certi) al giubilo del vincitore e dei suoi supporter.

Quindi tutto bene quel che finisce bene, il servo pastore (ormai quasi senza pecore, che fa troppo arcaico)ha scelto il suo nuovo padrone (addirittura!)che sarà ben felice, non abbiamo dubbi, di traghettare l’isola verso un florido sviluppo e benessere, e manco a dirlo, nella modernità.

Ora si attende solo il nome, e la tortuga nella sua infinita bontà non mancherà di farlo sapere anche a chi poco gliene frega.


Chiuso intermezzo.


Tortuga

Il 4 novembre uscirà nelle librerie Tortuga (Mondadori Strade Blu), il nuovo romanzo di Valerio Evangelisti. Una storia avventurosa, ma documentata, di pirati, abbordaggi, amori, duelli, non priva di un sottofondo filosofico. ( www.eymerich.com )



Bè che dire... grazie, ma non c’era bisogno... il tuo breve scritto mi è piaciuto e lo messo nel blog, tutto qui, non era neccessario tutto questo, addirittura il titolo di un libro...., Grazie.


Cosa resta da fare



Il tempo un cui ci è dato di vivere, si sa, non è dei migliori, la fine di un ciclo si dice, il culmine della decadenza, e si vede. Si sente, se ne respira l’aria, siamo dentro un vortice che spinge giù e pare che nulla ci possa far tornare su, nessuno, o quasi, pensa più di tornare su, nessuno o quasi pensa che ci sia un sopra in cui tornare. Una situazione che la Tortuga non riesce a spiegare al meglio se non nell’osservazione dei fatti più materiali, se così possiamo dire, nella “politica” nell’economia, nel sentire delle persone che non si fermano minimamente a riflettere su quello che gli stà attorno, e continuano il percorso tracciato da individui “poco raccomandabili”, come se sia la cosa più naturale che ci sia ( e forse è proprio così).

Insomma cosa resta da fare quando tutto pare convergere verso un totale disfaccimento dei più basilari valori della vita umana? Quando ci si accorge che il proprio pensiero, forse non è proprio tuo, quando l’uomo è schiacciato con forza a terra e neanche la vista delle stelle suscita più emozioni, quando la vita si riduce a un “consuma, produci, crepa” istituzionalizzato, quando si ratificano trattati europei vergognosi, quando delle crisi economiche vengono progettate per un fine ben preciso, cosa rimane da fare quando si incomincia a costruire dei campi di detenzione per possibili futuri insorti, quando il cibo è slegato dalla sua naturale evoluzione e viene modificato per rispondere a logiche criminali, quando la guerra diventa il motore del mondo? In poche parole cosa resta da fare quando si è vicini alla fine della storia?


Forse poco, forse nulla. Anche se la Tortuga è convinto che almeno una cosa rimasta da fare ci sia .
Darsi alla musica..





P.S. queste due righe (che a pensarci bene non si sa ne perchè sono state scritte nè per chi) non devono essere percepite in maniera negativa, nostante tutto oggi c’è un bel sole caldo. E Anarchicamente parlando, finche c’è lotta c’è speranza. Profanamente(da profano) parlando.


UTOPIA


Molte volte ho provato a dire alla tortuga che le sue idee fantastiche si potrebbero avverare solo in un NON LUOGO, in un luogo che non è qui, e forse non esiste da nessuna parte; La tua, cara tortuga, è un’ utopia!


VENTANA SOBRE LA UTOPIA


Ella està en el horizonte - dice Fernando Birri – Me acerco dos pasos, ella eleja dos pasos. Camino diez pasos y el horizonte se corre diez pasos mas allà. Por mucho que yo camine, nunca, nunca la alcalzarè.

¿Para que sirve la Utopia? Para eso sirve: para caminar.


(Eduardo Galeano)



Pausa


Causa sobbolimento di cervello questo insignificante blog si prenderà una pausa per evitare il peggio, quindi comunichiamo (a chi?) che per un periodo equivalente alle cure del medico il blogge non sarà rinnovato nei suoi contenuti. Almeno non dalla tortuga.( che ripetizione)


"Insomma tanto s'immerse nelle sue letture, che passava le nottate a leggere da un crepuscolo all'altro, e le giornate dalla prima all'ultima luce; e così, dal poco dormire e il molto leggere gli s'inaridì il cervello in maniera che perdette il giudizio. La fantasia gli si empì di tutto quello che leggeva nei libri, sia d'incantamenti che di contese, battaglie, sfide, ferite, dichiarazioni, amori, tempeste ed altre impossibili assurdità; e gli si ficcò in testa a tal punto che tutta quella macchina d'immaginarie invenzioni che leggeva, fossero verità, che per lui non c'era al mondo altra storia più certa."


Miguel De Cervantes - Don Chisciotte della Mancia.


Se aggiungiamo la chimica calura estiva....

racconto/2

In verità non le volevo dare importanza, è sempre così pomposa quando parla di se stessa e di ciò rappresenta, per tacere di quando parla delle sue amicizie e personaggi famosi......insopportabile. Comunque sia, racconta la tortuga di una sua conoscente che partecipò alle gare automobilistiche.......


Nell'ottobre del 1938, durante le prove del Gran Premio d'Inghilterra a Donington, un cervo si parò di fronte ad un'Auto Union lanciata a folle velocità.

Il pilota dichiarerà più tardi che, a salvarlo da un impatto mortale, era stato il gesto scaramantico di portare su di sé un talismano: una piccola tartaruga d'oro…che gli era stata donata dall'amico Gabriele D'Annunzio, con la dedica “All'uomo più veloce, l'animale più lento”.

Da quel giorno, la figura della tartaruga campeggiò sulle sue vetture da corsa, sulla sua maglia gialla da gara, sulla carlinga del suo aereo Saiman e quando, molti anni dopo, sentì avvicinarsi la fine della vita, pregò di essere sepolto con la piccola tartaruga al collo.

Il nome del pilota era…Tazio Nuvolari.”


rilassamento

la campagna eletorale è terminata e finalmente si vota, nell'attesa dei risultati ci rilassiamo un pò (io e la tortuga) ascoltando un pezzo del buon Gaber



racconto

Questa storia alla tortuga piace parecchio e gli preme sottolineare che non si tratta di paradosso ma di un fatto certo in tutti i livelli di percezione. Se lo dice la tortuga....


Un giorno Achille piè veloce e una tartaruga decidono di sfidarsi alla corsa. Poichè Achille è 10 volte più veloce della tartaruga decide di darle 1 metro di vantaggio.

per raggiungere la tartaruga Achille dovrà percorrere 1 metro, ma nel frattempo la tartaruga avrà percorso 10 cm e quindi sarà ancora in vantaggio...
per raggiungere la tartaruga Achille dovrà percorrere 10 cm, ma nel frattempo la tartaruga avrà percorso 1 cm e quindi sarà ancora in vantaggio...
per raggiungere la tartaruga Achille dovrà percorrere 1 cm, ma nel frattempo la tartaruga avrà percorso 1 mm e quindi sarà ancora in vantaggio...
per raggiungere la tartaruga Achille dovrà percorrere 1 mm, ma nel frattempo la tartaruga avrà percorso 0,1 mm e quindi sarà ancora in vantaggio...
Poichè questa situazione si ripete all'infinito, Achille piè veloce non raggiungerà mai la tartaruga.